Wednesday, November 18, 2009

Un po' d'impegno!

Se guardate un po' piu' in basso... sotto i vari gadget... ce n'e' uno nuovo!
Si tratta di un "badge" che funge da collegamento ad una campagna di sensibilizzazione messa in piedi da "il Fatto Quotidiano" per abolire l'istituto (e parlare di queste porcherie come "istituto" e' veramente ASSURDO!) delle leggi ad personam.
Se credete che l'Italia - pur nel mare di merda in cui sta affondando - meriti ancora di essere salvata e soprattutto se (come me) siete convinti che non tutto sia da buttare, firmate ed aderite alla campagna, perche' come diceva Il Che: "La vera rivoluzione dobbiamo cominciare a farla dentro di noi".

Monday, November 09, 2009

Il viaggiator cortese

Il viaggiator cortese è quell'animale sempre più diffuso che abita gli aeroporti e gli aerei che degli aeroporti sono l'infezione. Il viaggiator cortese è gentile per natura, pur non essendo nato gentile. Lo è diventato poichè sa quanto può diventare fastidioso e quanto a lui stesso dia fastidio un altro viaggiatore (magari NON cortese).
Quindi lui è gentile ed educato.
"Mi scusi"; "perdono"; "le raccolgo il giornale?"; "Le è caduta la carta d'imbarco… prego".
Il viaggiator cortese non abbassa lo schienale del sedile, perchè sa già come funziona il meccanismo e non ha bisogno di provarlo per la milionesima volta e sa quanto rompe a chi ha dietro se lo fa. Il viaggiator cortese non sbatte il suo bagaglio a mano addosso a chi è già seduto mentre cerca il suo posto (in questo - tuttavia - ha vita facile visto che difficilmente quando sale a bordo il viaggiator cortese trova tanta gente già seduta per i motivi che leggerete più sotto).
Non è gentilezza affettata quella del viaggiator cortese! È reale.
In questo il viaggiator cortese è molto ecumenico: non fa agli altri quello che non vorrebbe venisse fatto a lui!
Il viaggiator cortese è immediatamente riconoscibile. Basta un secondo per identificarlo. E in ogni caso, se avete il dubbio di averne incrociato uno, attendete di essere in coda al gate: se è uno di loro, in pochi minuti gli vedrete estrarre una qualche tessera frequent flyer e passare davanti a tutti all'imbarco.

Scritto alle 7:25 del lunedì 9/11, sul volo Torino-Roma. Dopo aver dimostrato ai miei casuali compagni di viaggio quanto so essere cortese...

Tuesday, November 03, 2009

Tunnel

Questa mattina, mentre mi recavo al lavoro, ho dovuto cambiare strada rispetto al solito percorso. Non tanto perche' ci fossero lavori in corso o blocchi di qualche genere, ma perche' la natura completamente casuale delle condizioni del traffico in olanda (non puoi mai dire quando e dove incontrerai traffico pazzesco, anche su percorsi brevi!) questa mattina ha fatto si' che sul percorso "abituale" ci fosse una coda allucinante, e io ero gia' in lieve ritardo.
Ebbene, percorrendo una strada alternativa ho attraversato un paesino della zona (qua sono TUTTI paesini... solo per essere precisi) che comunque avevo gia' attraversato innumerevoli volte in precedenza - sempre per lo stesso motivo, cioe' evitare il traffico sulla strada principale - e ho notato per la PRIMA volta dopo piu' di un anno una chiesetta sulla sinistra, seguita da un cimitero.
Niente di nuovo - direte voi. Capita spesso di percorrere strade con una certa costanza e di accorgersi solo dopo molto tempo di dettagli all'apparenza mai visti prima, ma in questo caso mi sono visto di fronte la necessita' di una riflessione:
la mia vita in questo non-posto mi porta a spostarmi dalla non-casa al lavoro (qui il "non" non ce lo metto...) percorrendo una specie di tunnel; una strada che non esiste, che mi scivola via senza lasciarmi nulla... che ignoro nei suoi contenuti e messaggi.
Esco dalla non-casa, entro in auto e cado in una specie di isolamento che mi impedisce di vedere qualunque cosa intorno a me per il tempo che mi separa dall'ingresso al lavoro.
Le uniche cose che mi fanno mantenere un contatto con la realta' sono la strumentazione dell'auto (carburante, temperatura esterna, velocita'), la musica riprodotta dall'impianto audio (la MIA musica, perche' altrimenti la giornata inizierebbe ancora peggio di come inizia!) e - paradossalmente - lo sguardo attento ai margini della strada, per cogliere la presenza di autovelox, sia fissi che mobili che in questo non-posto abbondano!
Ecco... per me l'olanda (il non-posto) e' riassumibile in pochi elementi: pioggia, vento e autovelox.
Null'altro.

Tutto cio' che vorrei, con tutto me stesso... con ogni cellula del mio corpo, sarebbe di "uscire dal tunnel"... poca fantasia, vero?

Thursday, October 08, 2009

Q & A (e riflessioni...)

Mi chiedo: Ma perche' nessuno fa notare a Silvio che potrebbe essere anche vero che la Consulta fosse un organo politico (come dice lui!), ma se lui non avesse commesso illeciti non sarebbe assolutamente un problema!!! Inoltre, se tutto il PdL la SMETTESSE di fare riferimento al "governo votato dagli italiani" come di quel concetto che la bocciatura del Lodo Alfano mira a sovvertire... Il governo NON E' STATO VOTATO DAGLI ITALIANI! NON DA TUTTI, quindi innanzi tutto cominciamo ad essere piu' precisi, e in seconda istanza ci si ricordi che prestampare il nome di Silvio a fianco ad un simbolo sulle schede elettorali NON SIGNIFICA per chi vota quel simbolo esprimere PER LUI una preferenza ed un "endorsement", ma semplicemente "fregare" le persone costituendo un automatismo di legame nome-lista!
Quindi, caro il mio preferito dagli italiani, rivedi un po' i tuoi sondaggi e le tue statistiche, e in caso di elezioni anticipate accetta un consiglio: NON mettere piu' il tuo nome a fianco al simbolo del PdL... potresti avere brutte sorprese!!!

(Vignetta di Vauro; http://www.vauro.net)

Thursday, September 24, 2009

Dreaming California

Questa mattina, andando svogliatamente in ufficio, l'iPod ha deciso di mandarmi nell'impianto audio dell'auto un pezzo di Sheryl Crow, dall'album "C'mon, C'mon" intitolato "You're an original".
Questo pezzo "fa molto" California, e la mente e' tornata al 2006, quando nei pressi di San Francisco (piu' precisamente a Palo Alto) ci ho passato un paio di mesi.
Ho sognato la California... ho sognato di esserci e di starci bene. Ho sognato soprattutto di essere via di qua, dove non sto bene.

Sognare non costa (per adesso) nulla...

Friday, September 18, 2009

... en brisz normali'...

Mica avrete pensato che la situazione fosse in qualche maniera cambiata?
Ogni maledetto weekend i miei padiglioni auricolari vengono accarezzati da frasi come quella nel titolo, dette in un inglese affrettato e - soprattutto - malpronunciato...
Le hostess e gli steward di Air France ormai li conosco quasi personalmente. Il nuovo Terminal G di Charles-de-Gaulle l'hanno costruito coi miei soldi.

E quindi ormai quando sento "Put the mask over you nose and mouth, and breathe normally" detto da un francese, con le sue storpiature e la totale incapacita' di concepire che talvolta un accento PUO' anche cadere PRIMA dell'ultima sillaba, un brivido mi percorre la spina dorsale... ma tant'e'... purtroppo non ho alternative (tranne quella di non tornare a casa ogni maledetto weekend, naturalmente, ma che non mi sogno neanche di mettere in discussione).

Quindi... "PNC aux portes... Armement des toboggans, et verification de la porte opposee"

Tuesday, September 15, 2009

Moreno

Qualche settimana fa, in mezzo alle ferie estive sono andato con la mia Dolce Meta' al Lingotto; all'8 Gallery - come si chiama.
Faceva caldo e giusto il giorno prima avevo acquistato una giacca estiva da motociclista. Daria aveva la sua bella giacchetta estiva gia' da qualche giorno, il casco nuovo... cosi' abbiamo pensato di "festeggiare" la cosa e abbiamo deciso di andare in moto a fare questo giro.
Eravamo eleganti, felici, "belli" (non passate sopra le virgolette senza prestavi attenzione...).
Siamo arrivati quindi all'8 Gallery e qualcuno ha spento lo spot sulla nostra felicita' e "bellezza" in pochi minuti.

All'ingresso sotto Saturn, quello di fianco al Pam... quello laterale... quello che normalmente non si frequenta quando si va al Lingotto in macchina abbiamo incontrato un uomo piccolo e magro.
Non elegante, con una punta di trasandatezza generale che stonava un po' con la sua aria da brava persona. Qualche minuto dopo avrei notato altri dettagli che contribuivano a rendere un disagio persino fisico l'essere in sua compagnia...
Quest'uomo, armato di uno zainetto con uno spallaccio calato (quelo zaino doveva aver fatto su-e-giu' parecchie volte negli ultimi minuti...) e di una cartellina in plastica blu cobalto ricolma di fogli di carta ci si e' avvicinato e ha cominciato a parlarci quando le belle giacche estive erano ancora addosso a noi. E ha attaccato con la solita solfa del "posso disturbarvi un minuto?"... ma per qualche motivo nessuno di noi due l'ha respinto.
Era piccolo, vestito senza cura di abiti di due taglie superiori al dovuto, ma puliti; aveva meno capelli di quelli che la sua eta' avrebbe dovuto assicurargli; aveva scarpe fuori tempo: invernali e consumate male; aveva un paio di occhiali dalla montatura apparentemente costosa, ma storta, deforme... occhiali che avevano vissuto i loro fasti in un tempo passato, ma che adesso manifestavano chiaramente la loro sofferenza per i maltrattamenti subiti... aveva BISOGNO di parlare con qualcuno; aveva bisogno di parlare con noi.
Allora l'abbiamo ascoltato e lui ha cominciato a raccontarci delle sue sventure... della sua eta'. Ha 4 anni piu' di me, ma sembrava che ne avesse almeno 15. Ci ha raccontato del problema di salute che l'ha allontanato da un lavoro sicuro, dai suoi affetti e dalla sua vita. Ci ha raccontato di quello che era e adesso non e' piu'. Ci ha mostrato le carte che la sua cartellina blu cobalto conteneva: curriculum, offerte di collaborazione presso ONG e no-profit. Ci ha mostrato quanto la volonta' possa spingere lontano una persona. Ci ha mostrato i certificati medici e le diagnosi ospedaliere.

L'abbiamo fermato.

La giornata di sole intorno a noi era gia' diventata buia.
Il disagio era gia' grande. Con una persona come Moreno non te la senti di andartene e di ignorare i suoi problemi. Non te la senti neppure di provare a confortarlo con una sorta di spirito di condivisione... "Guarda... anche noi siamo sfigati...".
Perche' nessuno puo' essere sfigato come Moreno. Perche' ne' Daria ne' io siamo neppure lontanamente comparabili con Moreno; noi siamo (con alti e bassi) infinitamente fortunati!

Il cuore cominciava a far male. C'erano quasi 40 gradi; Le belle giacche estive avevano smesso di essere efficaci contro il caldo che - da fermi - si faceva pesantemente sentire... non era possibile staccare gli occhi da quegli occhiali deformati... smettere di ascoltare quella voce che orgogliosamente parlava di sfortuna. Solo dopo parecchi minuti ci saremmo accorti che eravamo diventati un bagno di sudore; in quel momento c'era solo Moreno e il riflettore spento sulle nostre teste.
E d'improvviso, senza controllo, esce la domanda che - inevitabile - ti fa pentire di averla fatta:

"Cosa possiamo fare noi per te?"

Esce da sola, perche' vuoi smettere di star male sentendo quanto si puo' star male; esce perche' e' naturale che esca, data la situazione. Esce e sai gia' che la risposta che sentirai a questa domanda sara' la piu' grande umiliazione che potrai infliggere alla persona a cui la stai facendo.
E ti penti, ma e' troppo tardi.
I suoi occhi divengono lucidi, e di conseguenza i tuoi.

44 anni, una lunga carriera alle spalle in posti di prestigio; una malattia fortemente invalidante e in poco tempo ti trovi a fare l'elemosina dietro i tuoi occhiali costosi (ma deformati) davanti all'ingresso di un centro commerciale!
Non ci siamo mai sentiti cosi' male per un'altra persona come in quel giorno, in cui Moreno e' riuscito a spegnere il riflettore puntato su di noi, sotto la cui luce noi camminavamo tranquilli.

E il peggio e' arrivato quando - come una bomba ad orologeria... come una carica d'esplosivo con una miccia lunga - una passante e' TORNATA da Moreno per fargli quell'elemosina che forse in precedenza non aveva potuto fargli, e gli ha stretto la mano in segno di rispetto e ringraziamento - forse - per averla fatta sentire di nuovo un essere umano che non se ne sbatte degli altri esseri umani.

E lui ci ha salutato dicendo: "guardate... questa sera riesco a mangiare!".

Grazie Moreno. E i nostri migliori auguri di miglioramento della tua condizione.




PS: La rentrée sul blog forse non e' delle piu' allegre... sara' che il periodo non e' dei piú allegri.
Sono un po' alla frutta... vorrei che la mia vita avesse finalmente una svolta "positiva" e riuscissi nel mio intento di tornare a Casa... e non e' buffo "lamentarsi" dopo una storia come questa?
Buffo...

Muto

Sono stato muto per molto... troppo tempo.
Scusate, o Voi che frequentate questo blog.
Potrebbe essere stata una delusione per Voi.
Potrebbe non esserlo stata.
Chiedo scusa a chi si e' sentito "abbandonato"... a chi credeva in questo blog, in questa sorgente di pensieri e notiziole.

Sono tornato. Non ho abbandonato nessuno, e ho intenzione di riprendere le mie farneticazioni (esiste un termine acconcio in inglee: "Rant") adesso!
Continuate a crederci.

Andrea.